sabato 22 novembre 2008

Voglio un amore persiano


Voglio un gatto persiano, un gatto da amare e coccolare. Un gatto peloso e gonfio da sottoporre a lunghi ed estenuanti bagni, con conseguenti cotonature e piastrature.
Mi sono sempre interrogato sull'irrazionalità di questo mio disperato amore verso i felini; non ho mai trovato una risposta. Perchè il gatto è viziato, lussurioso, pigro e lagnoso.
Il gatto miagola sempre senza motivo, dorme tutto il giorno e fa le fusa quando è accarezzato, ma se vuole fa anche lo stronzo e ti pianta due belle sgrinfiate sulle braccia.
L'antilinearità del comportamento trascende dalla fugacità dell'attimo e ammette una brusca e impavida variazione, portando il soggetto a una strana melanconia psicotica, decisamente controversa. La psicologia è una scienza, ma gli psicopatici non sono scienziati. Anzi.
Forse io sono così, io sono come i gatti. E forse sono anche un pò psicotico, ma questo è un altro discorso.
Sicuramente non sono scienziato (fa fede il mio recente 2,5 di Fisica).

sabato 15 novembre 2008

L'insostenibile leggerezza di un trattore agricolo

Che la leggerezza dell'essere sia ormai del tutto insopportabile, è certamente un fatto assodato.
Ma che un trattore agricolo, il suo peso dato dal prodotto della sua immensa massa per la costante G, sia di un "insostenibile leggerezza" pare alquanto assurdo. Evidentemente la signorina Beauregarde non la pensa così.
Resta solo da capire cosa c'entri l'immagine di Freud che il coglione che ha fatto il video ha messo come sfondo alla musica. Il romanzo "The Unbearable lightness of being" ovvero "l'insostenibile leggerezza dell'essere" è di Milan Kundera...

lunedì 10 novembre 2008

i fiori del male

Ultimamente sto fortemente rivalutando l'importanza di una vita frenetica. Perchè ci diamo tanto un gran daffare, per il nostro futuro, quando neanche sappiamo camminare?
Noi non sappiamo camminare, non siamo in grado di mettere un piede davanti all'altro. Se noi sapessimo camminare potremmo raggiungere anche le mete più elevate che l'uomo, da millenni come da qualche minuto, ricerca imperturbabile nella sua folle corsa contro la morte.
E dove ci ha portati la logica spietata dei quattroassi? Sono di un colore solo, nessuno potrà mai giacere in una bara arcobaleno, a cuoricini o a pois. Legno impregnato di vernice chimica e nauseabonda, quest' odore non potremmo mai sentirlo tanto più vicino. E saranno i fiori del male quelli che, i nostri conoscenti addolorati, poseranno sulla nostra tomba dove magari verseranno anche qualche infima lacrimuccia.
Non pieghiamoci al cospetto di una vita ad un fiato, non diventiamo schiavi dell'abitudine e del cioccolato. Pensiamoci: Il dolore è buono, la vita è buona, la vita è dolore. Sillogismo. Semplice. Efficace. Perfetto.

sabato 18 ottobre 2008

Con affetto

Ma porca miseria, ancora una volta. Possibile che ogni governo, di destra o sinistra che sia, non sia mai capace di fare un ministro dell'istruzione degno di questo nome? E' tanto difficile candidare a tale carica un insegnante, un dirigente scolastico, insomma qualcuno che la scuola la vive ogni giorno? Invece no, bisogna far ministro un'avvocata che ha dichiaratamente passato l'esame di esercizio a Reggio Calabria, perchè poverina, al nord non avrebbe mai potuto esercitare! Ma si, poi il nostro Presidente del Coniglio, da vero gentiluomo, non chiede tanto ad una donna per ottenere qualche altolocata carica; basta un bocchino, e siamo tutti accontentati.

LETTERA AGLI ITALIANI:

E sti studenti, cos'è vogliono un nuovo '68? E allora beccatevi il voto di condotta. Beccatevi i manganelli. Anche voi, insegnanti comunisti, vedete dove ve lo metto lo sciopero! E chissenefrega se è un diritto costituzionale, tanto noi (noi del buongoverno con la Lega) con la Costituzione ci puliamo il culo. E già che siamo in vena di risparmio, tagliamo un pò quest'istruzione: chiudiamo un pò di scuole, privatizziamo le università e mandiamo via stì scioperati ricercatori (anche il Papa dice che sono "avidi e arroganti", come si fa a non dargli ragione?). Noi non vogliamo dei futuri cittadini consapevoli e acculturati, non vogliamo un paese che tenga il passo al progresso, altrimenti come potremo continuare ad essere eletti? Gli italiani devono essere una massa ignorante e indottrinabile, un'aggregato plasmabile al limite identificabile nei valorosi personaggi che, quotidianamente, le mie elevate televisioni propongono.
E allora zac! taglia taglia, così troviamo i soldi per salvare Alitalia che, con la compiacenza dei precedenti governi, abbiamo fatto fallire. Dai che magari riusciamo anche a riparare i danni causati dal capitalismo (no, non è colpa di Bush - amico mio -. Poverino, lui è solo un capro espiatorio), perchè noi siamo liberisti convinti e crediamo che tutto si possa riparare, per poter continuare secondo questi schemi. E non è vero che il liberismo ha fallito (non date retta a Tremonti: conosciamo tutti le sue doti in campo economico, ma purtroppo soffre di sindrome identitaria), è solo una crisi passeggera. Tutto si sistemerà, sommi popoli padan...oddio scusate, italiani!, è una promessa.

Con Affetto,
Sylvio

venerdì 26 settembre 2008

Filopalestinesi in passerella (?)

Siamo tutti dei moralisti di merda. Si, proprio bigotti e fanatici. Come si spiega senò tutto questo affanno all'assolvere i nostri doveri? Da chi ci sono imposti? Il fatto è che più pensiamo di essere liberi, più ci stereotipiamo, credendo così ingenuamente di indulgere le nostre omissioni, ma soprattutto la nostra pigrizia.
La tirannia dei cliché è ora più forte che mai: non puoi entrare in un centro sociale se non indossi una kefiah, come vieni sbattuto fuori da un locale fighetto se non hai almeno un 60 % di abiti firmati. Perchè il destino non ha voluto il contrario? Perchè non possiamo vedere autonomi incipriati in haute-couture di Dolce e Gabbana e truzzettini figli-bene degni della miglior tendenza no-global? E soprattutto ha senso tutto questo?
Ma avete mai visto una sfilata di moda? A me sembrano più simili ai frequentatori leoncavallini che della Milanodabere (anche se negli ultimi tempi le due cose, ahimè, coincidono...)
Ci ho pensato oggi, osservando in città tutte le fighette con gli occhiali di Gucci che indossano la kefiah. Già, perchè è il trend di quest'autunno: kefiah e All Stars, possibilmente con le stelline (per la serie "come rovinare un intramontabile mito underground"). Ovviamente il rigore vuole che, mentre si indossa il foulard filo-palestinese (poverine, lo sapessero i loro padri berlusconiani!), si esca dal negozio di Armani prontamente saccheggiato con la carta di credito rimboccata dal Papy. E la frangetta, ma si che sta bene! Fa così alternative, oggi va così di moda... Ah, ipocrisia, dove ci porti...
Sui giovani d'oggi ci scatarro su... davvero...!


domenica 21 settembre 2008

"Pop Porno" e la globalizzazione dell'edonismo

L'avrete sentita sicuramente, alla radio o su MTV. Il tormentone autunnale "Pop Porno", dell' emergente duo elettro-pop "Il Genio", sta minando il sonno di diverse persone. Il video, pullulante di citazioni cinematografiche - dal noir anni 50 a Pulp Fiction - , vede la sontuosa cantante atteggiarsi in movimenti intrisi di uno charme velato, delicato, che fa quasi tenerezza. Il testo, sussurrato e labiale, ci catapulta nell'era della seduzione per antonomasia, in un vecchio film francese di  "serie B", offrendo allo stesso tempo notevoli spunti di riflessione decisamente attuali: che cos'è la seduzione oggi? La pornografia soddisfa ancora questo requisito essenziale?
E' la realtà che ci viene sbattuta davanti agli occhi: quella del marito o del fidanzato che, la notte, si guarda i "pornazzi" e sogna di sperimentare tali prodezze con la propria partner. E' il porno violento e volgare, diffusosi su internet grazie a network nati sulla scia di youtube (pornotube o youporn, per citarne alcuni), che non offre più quel senso di mistero e di eccitazione, dato appunto dal "non poter vedere o toccare". Perchè sono profondamente convinto che sexy non è ciò che è tangibilmente approdabile, ma ciò che fa sognare; ciò che è innocente e, proprio grazie a questa virtù, lascia trasparire una sensualità quasi trascendente, eterea. Questo si poteva tastare nei vecchi film di Tinto Braas, ma non è più presente nell'attuale produzione pornografica: essa ha perso ogni traccia di professionalità e ricerca intellettuale, diventando la più evidente espressione di un edonismo globalizzato, dove chiunque possieda una videocamera può diventare una stella del porno in pochi minuti. Oh, cazzo, pure qua va a finire la globalizzazione! Tutta colpa degli americani, rozzi e volgari, con i loro reality tutti troie e troioni, con la loro assoluta pragmaticità e carenza di logos o introspezione. Ho il vago presentimento che "Pop Porno" sia dedicata a loro...



martedì 16 settembre 2008

Italics: l'arte fa la storia dal '68 a oggi

Una scommessa ambiziosa, quella di Francesco Bonami. In mostra a Venezia presso Palazzo Grassi fino a gennaio 2009, Italics (arte italiana fra tradizione e rivoluzione 68-08)  si propone di guardare con un occhio diverso gli ultimi 40 anni di storia nazionale, attraverso la rivisitazione di opere d'arte contemporanea. Chi più dell'arte può infuocare gli animi, incutere terrore o rassegnazione? Innumerevoli e più o meno noti gli artisti presenti, facenti parte delle varie generazioni susseguitesi nell'arco temporale; non dice nulla il nome di Maurizio Cattelan? Sicuramente ci farò un salto, quest'autunno. Perchè a Venezia non c'è solo la Biennale...